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07/07/2011
AVVENTURA BOLIVIA ESTATE 2011 E ABBIGLIAMENTO TECNOWEAR

Dopo anni dedicati al CICLOTURISMO, con grandi soddisfazioni sia personali che professionali,  (pubblicazioni su riviste, conferenze e interviste), l'estate scorsa, recandosi in Islanda, Michele ha voluto provare l'esperienza del TREKKING. Visto il risultato positivo  anche quest'anno ha proseguito con il trekking, cimentadosi con le Ande in Bolivia.

Da La Paz, capitale del paese, Michele si dirigerà a sud per un periodo di acclimatamento alle altitudini, aggregandosi ad un tour con cui visiterà il Salar dell'Uyuni, uno dei luoghi più spettacolari del pianeta (un deserto di sale a 4000 m, circondato da vulcani innevati e con laghi multicolori habitat di fenicotteri).

Tornato a La Paz, ha puntato verso il confine peruviano per raggiungere il paesino sperduto di Lagunillas, da dove parte il trekking lungo la Cordillera Apolobamba, una catena montuosa che presenta scenari tra i più belli delle Ande. Il percorso di 45 km resta quasi sempre sopra i 4000 m. e comporta l'attraversamento di 5 passi, di cui uno a quota 5100. Essendo all'interno di una Riserva Naturale (sono presenti migliaia di esemplari di alpaca e vigogna, la popolazione di condor più numerosa della Bolivia e anche orsi dagli occhiali), è stato necessario assumere una guida portandosi, a causa della mancanza di punti d'appoggio, l'attrezzatura da campeggio e i viveri per i 5 giorni utili per completare il percorso. 

Terminato il trekking, Michele è tornato, per un giorno, al vecchio “amore”: la bicicletta. E' stata un'esperienza breve, ma sicuramente intensa: Michele è sceso lungo la “strada più pericolosa del mondo”, un percorso di 64 km con 3600 m di dislivello, che un tempo collegava La Paz  a Coroico, un villaggio ai confini del bacino amazzonico. Il tetro appellativo è dovuto al fatto che la strada, prima che venisse sostituita da una più sicura, aveva il triste primato di una media di 26 veicoli l'anno che precipitavano dai burroni che la costeggiano.

L'altro trekking a cui Michele si è dedicato è quello del Taquesi, che per gli Incas e gli Spagnoli era una delle vie principali per raggiungere le umide regioni dello Yungas, valicando un passo della Cordillera Real. Circa metà dei 45 km del percorso sono coperti dalla pavimentazione realizzata dagli ingegneri dell'epoca pre-incaica, rendendo più facile l'orientamento e quindi non necessario l'utilizzo di una guida (e neanche della tenda, dato che sono presenti dei rifugi).

Per finire Michele ha passato gli ultimi giorni in Bolivia su un'isola del lago Titicaca, dove è possibile dedicarsi a belle camminate alla scoperta di rovine incaiche e, soprattutto, ammirare i magnifici panorami.

Per maggiori info sul viaggio: www.michelesanna.it/bolivia%20pagina.htm


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